INTEGRAZIONE INDUSTRIALE

Specializzazione di diversi processi produttivi di beni all’interno di un’impresa o di un gruppo di imprese unificate sotto un’unica direzione e un unico controllo economico. Si distinguono quattro specie di integrazione: verticale, orizzontale, laterale, diagonale. a) Integrazione verticale. È la forma più studiata e diffusa e consiste nel coordinamento (vertical combination) e, più spesso, nel controllo economico, se non nella fusione in un’unica società, di imprese operanti a diversi stadi successivi della filiera produttiva Un’impresa può integrarsi “a monte” costruendo al suo interno gli impianti di semilavorati e materie prime necessarie alle sue lavorazioni o acquistando imprese che già li producono. È il processo attraverso cui sono cresciuti molti dei keiretsu giapponesi. Nel nostro Paese i processi di integrazioneverticale si erano intensificati tra il 1945 e il 1965 e sono stati poi abbandonati durante i disordini sociali degli anni Settanta, lasciando il posto al decentramento produttivo presso piccole-medie imprese fornitrici), oppure “a valle” verso le fasi di commercializzazione dei prodotti (una tendenza simile si è verificata a partire dalla metà degli anni Ottanta). b) Integrazione orizzontale. Detta anche horizontal expansion, è il coordinamento (horizontal combination) con controllo o fusione (lateral amalgamation) tra società che operano allo stesso stadio produttivo per rispondere ad aumento della domanda, per avvantaggiarsi delleeconomie di scala o per dominare il mercato. Attraverso l’espansione orizzontale sono cresciuti molti dei keiretsu giapponesi e i chaebol sud-coreani. c) Integrazione laterale. Processo di espansione di un’impresa industriale o commerciale con allargamento della produzione e della vendita a nuovi articoli legati a quelli già prodotti o venduti, ma anche del tutto diversi. L’allargamento può realizzarsi o all’interno dell’impresa o del gruppo, o mediante acquisizione di imprese già esistenti. Questa politica viene perseguita generalmente per avvantaggiarsi delleeconomie di scopo.Buona parte dello sviluppo delle banche negli ultimi quindici anni è avvenuta per questa via. d) Integrazione diagonale. Espansione dell’attività alla produzione di servizi ausiliari (manutenzione,movimentazione e logistica, elaborazione dati, telecomunicazioni ecc.) che si inseriscono per così dire diagonalmente nell’attività principale all’interno dell’impresa o del gruppo. Molto in voga fino agli anni Novanta, specialmente tra le banche (dove ha dato origine alla figura denominata società strumentale),gli è oggi preferito l’outsourcing, cioè l’esternalizzazione di attività già svolte all’interno della propria organizzazione aziendale a terzi giuridicamente autonomi.