INFORMAL INVESTORS

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Detti anche business angels. Persone fisiche facoltose e con una certa esperienza di affari (p.e. managers a riposo, imprenditori che hanno ceduto le aziende, liberi professionisti) che impiegano quasi professionalmente le loro risorse finanziarie per apportare capitale di rischio (tipicamente per ammontare inferiore a 250.000 €) a medie e piccole imprese in fase di avviamento e di primo sviluppo. Sono detti investitori informali in quanto il loro intervento non trova canalizzazione in un mercato regolamentato né è in qualche modo specialmente disciplinato, ma nasce spontaneamente dalla fiducia e dall’apprezzamento reciproco tra investitore e imprenditore. Si collocano tipicamente nella fascia di età tra 35 e 65 anni. I loro finanziamenti sono detti smart money, in quanto l’investitore apporta all’imprenditore anche competenze gestionali, conoscenze tecniche e il collegamento a una rete di relazioni sociali, professionali e finanziarie. In genere essi applicano criteri di valutazione degli investimentimeno restrittivi e hanno aspettative minori quanto alla crescita del valore e all’IRR delle banche e delle società di venture capital. Si distingue tra wealth maximizing angels (che hanno alta disponibilità finanziarie, alte aspettative di rendimento, investono in settori in cui possono mettere a frutto la loro esperienzaprofessionale e desiderano assumere un ruolo dirigenziale nelle imprese finanziate); income seeking angels (che sono meno facoltosi dei precedenti, di loro più avversi al rischio e cercano nelle imprese finanziate un’occupazione part-time o full time da cui ricavare una remunerazione periodica); virgin angels (che non hanno grande esperienza tecnica e professionale, preferiscono investire nella propria zona di residenza, hanno difficoltà a trovare buoni progetti e necessitano di consulenza per l’investimento). La Comunità europea considera favorevolmente gli informal investors per lo sviluppo della PMI, in quanto essi operano in una nicchia in cui sono assenti, di solito, le banche di investimento e le società di venture capital. Per facilitare la diffusione degli informal investors la Comunità ha favorito la formazione di business angels networks (BAN) che, coordinati dall’European Business Angels Networks (EBAN), operano come intermediari col compito di permettere ai giovani imprenditori di accedere a una rete di incontro con informal investors e di fornire a questi una banca data di progetti. Una decina di BAN sono già stati fondati anche nel nostro Paese (p.e. nel Nord-Ovest, in Lombardia, Veneto, Marche, Umbria).