INDICE AZIONARIO

Indice azionario è una sintesi rappresentativa del mercato azionario o dei mercati azionari presi in considerazione. Un indice azionario può rappresentare quindi uno o più mercati azionari. In esso sono sintetizzate le performance di quest’ultimo/i. Inoltre un indice azionario può rappresentare più mercati di più paesi.

Grafico. Andamento dell’indice azionario Standard&Poor’s 500 Composite rappresentativo dei mercati azionari NYSE e NASDAQ.


          Fonte: elaborazione propria su dati DATASTREAM- Thomson Financial                                                           
Dal grafico si può notare come l’indice in questione dia un’idea sintetica di come si comporta il mercato/i da esso rappresentato. Gli indici per definire al meglio la caratteristica della sintesi devono catturare al meglio l’andamento dell’intero mercato attraverso un numero ristretto di azioni rappresentative. Un buon indice se ben costruito riesce a rappresentare/sintetizzare il mercato e ne rappresenta un suo benchmark. L’indice S&P 500 COMPOSITE nel grafico è un indice ponderato della 500 società a larga capitalizzazione, per settori industriali, appartenenti ai mercati azionari del NYSE e del NASDAQ. Esso fu calcolato per la prima volta nel 1926 anche se dal 1928 al 1957 era conosciuto come S&P 90.
Un indice molto utilizzato che rappresenta in modo sintetico l’interno mercato azionario mondiale è il MSCI World. Questo indice racchiude le azioni dei mercati azionari di molti paesi. Il suo andamento è una sintesi ponderata di tutti i mercati rappresentati.
A differenza delle azioni in senso stretto un indice azionario è un numero indice. L’indice azionario può essere acquistato come se fosse un normale asset. Oggi è a tutti gli effetti un asset. Nel momento in cui si vuole calcolare il suo rendimento si deve trasformare la sua performance tramite il suo indice divisore, per determinarne il rendimento effettivo. La formula applicata per calcolare il divisore varia di indice a indice ma ha la caratteristica comune di tenere presente che tra le contrattazioni al tempo t e quelle al tempo t-1 ci possano essere operazioni di split su azioni, stacco dei dividendi e scorpori, nuove emissioni, etc.
Bibliografia
Becchetti, L., Ciciretti, R., Trenta, U., 2007, Modelli di Asset Pricing I: Titoli Azionari, in Il Sistema Finanziario Internazionale, Michele Bagella, a cura di, Giappichelli, Torino

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