IJÃRAH

La connotazione del contratto (comunemente noto come leasing) è relativa alla locazione di asset e proprietà immobiliari, acquistando un usufrutto mediante pagamento di un premio
La finanza islamica fa ampio uso della tipologia contrattuale di , in particolare, tra le banche le quali si servono del leasing islamico per garantirsi la disponibilità di diversi tipi di asset (attrezzature, macchinari, autoveicoli). I requisiti del contratto sono:
- un valore utile per il bene oggetto del contratto;
- la proprietà dell’asset in capo al locatore, il quale concede all’utilizzatore il diritto a usare l’asset a fronte del pagamento di un canone periodico, determinato nella fase iniziale del contratto;
- le passività relative alla proprietà dell’asset in capo al locatore, mentre quelle collegate all’uso a carico dell’utilizzatore;
- la definizione certa del periodo di lease;
- nel caso di asset a proprietà congiunta, la ripartizione del canone di locazione in base alla partecipazione alla proprietà dell’asset; 
- l’inizio del periodo di lease in corrispondenza della consegna materiale dell’asset, oggetto della transazione, e non dell’uso dello stesso. Il contratto può essere relativo anche ad un impiego futuro dell’asset, a condizione che il pagamento del canone inizi solo dopo la consegna dell’asset oggetto della transazione. 
Nei casi di lease a lungo termine la banca può applicare canoni variabili, basati su un incremento percentuale costante dopo un certo periodo di tempo, sulla rinegoziazione periodica delle condizioni contrattuali (dividendo, per la circostanza, il contratto in più periodi), oppure ancorandoli ad un tasso di riferimento (di inflazione o di interesse). Alle molte critiche all’utilizzo di un benchmark rate (soprattutto, se posto in funzione del tasso di interesse bancario o interbancario, tipo LIBOR), gli studiosi della Shari’ah hanno proposto una soluzione di compromesso basata sulla definizione di un limite massimo e un limite minimo per la variabilità del canone, tale da rimuovere l’incertezza (gharar) ed assicurare alle parti trasparenza nelle passività contrattuali. Nel caso di contratti a elevato valore, la banca può emettere certificati rappresentativi di quote fisse di partecipazione, in modo da suddividere proporzionalmente il canone di locazione tra i detentori dei certificati stessi. 
Redattore: Patrizio REGOLA
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