GLASS-STEAGALL ACT

Termine indicante l’insieme dei provvedimenti contenuti nel National Banking Act emanato negli Stati Uniti nel 1933 che sanciscono la separazione istituzionale tra attività bancarie in senso lato (commercial banking) e attività di sottoscrizione e collocamento di titoli (investment banking). Le norme principali, in quanto afferenti l’attività di intermediazione in titoli, sono le Sections 20,16, 21 e 32. L’art. 20 proibisce alle commercial banks membri del Federal Reserve System di avere società affiliate operanti nel settore mobiliare, in quanto non si ammettono collegamenti proprietari di alcun tipo con organizzazioni impegnate inattività di emissione, sottoscrizione e vendita al pubblico di azioni, obbligazioni e titoli di eredito in genere. L’art. 16 pone una serie di vincoli all’attività intitoli svolta direttamente dalle banche stesse; queste ultime devono limitarsi esclusivamente all’acquisto e alla vendita di azioni ed obbligazioni per conto della clientela (c.d. discount brokerage). Esse, inoltre, non possono sottoscrivere nuove emissioni, eccezion fatta per le obbligazioni emesse dal Governo federale, dagli enti governativi e dagli enti locali. Le stesse limitazioni valgono per le banche statali membri del Federal Reserve System (state-chartered banks). L’art. 21 vieta a qualsiasi persona, ente o società di impegnarsi nell’attività in titoli se, nel contempo, accetta depositi in conto corrente, di risparmio, o altre passività a vista. Tale articolo circoscrive l’operatività intitoli anche alle insured non member banks (banche non appartenenti al Federal Reserve System che tuttavia assicurano i propri depositi presso la FDIC, pur non estendendolo espressamente alle loro affiliate o partecipate. L’art. 32, infine, dispone che nessun funzionario, impiegato o socio di alcuna organizzazione impegnata prevalentemente nell’emissione o sottoscrizione di titoli, possa essere contemporaneamente impegnato in qualità di funzionario, direttore, impiegato o socio in una banca membro, se non previo ottenimento di uno specifico permesso federale. Dalla lettura dei provvedimenti elencati si ricava la sostanziale inesattezza dell’affermazione secondo cui il Glass-Steagall Act precluda completamente alle commercial banks l’attività in valori mobiliari; essi, in effetti, riconoscono a tali istituti la facoltà di eseguire ordini di compravendita di titoli e azioni senza rivalsa, esclusivamente per conto della clientela, senza assumere in nessun caso posizioni in proprio, e di sottoscrivere obbligazioni del Governo federale, dei governi statali e di ogni altra entità pubblica. Quanto alle motivazioni che hanno spinto all’emanazione del Glass-Steagall Act, quelle fondamentali sembrano ritenersi le seguenti: l’esigenza di raggiungere e mantenere un sufficiente grado di stabilità all’interno del settore delle commercial banks; la volontà di neutralizzare i potenziali conflitti d’interesse all’interno di istituzioni abilitate ad effettuare contemporaneamente operazioni bancarie “tradizionali” e attività di investment banking; la convinzione che le operazioni in titoli svolte dalle banche siano suscettibili di esasperare la volatilità del mercato e minare, di conseguenza, la stabilità economica del paese. Un ulteriore fattore è rintracciabile, con ogni probabilità, nella necessità di porre freno agli abusi riscontrati in molte operazioni in titoli effettuate dalle affiliate delle banche commerciali alla fine degli anni Venti. Negli ultimi tempi, a circa sessant’anni dall’introduzione del Glass-Steagall Act, il sistema bancario statunitense sta comunque subendo profonde modifiche; è stato infatti presentato, nel febbraio del 1991, un piano di riforma elaborato dal Tesoro e intitolato Deposit insurance studies and recommendation for financial services reform. Tale piano costituisce un importante strumento di intervento sulla struttura del settore ai fini, da un lato, di consentire il superamento della grave crisi che lo ha caratterizzato in epoca recente, culminata in una serie di fallimenti che hanno interessato istituti di dimensioni via via crescenti e che hanno comportato interventi statali di salvataggio per ammontari elevatissimi, dall’altro di migliorare il livello di competitività delle banche sia all’interno, nei confronti di altre istituzioni, sia all’esterno, rispetto alle banche giapponesi, tedesche ecc. I punti essenziali della riforma concernono l’abolizione della specializzazione funzionale fra banche e securities firms attraverso l’autorizzazione, concessa alle prime, alla costituzione di gruppi polifunzionali diversificati anche nell’area dell’intermediazione mobiliare. Numerose disposizioni contenute nel Glass Steagall Act e nel Bank Holding Company Act sono state abrogate nel novembre 1999 con la promulgazione del Financial Services Modernization Act.