GIPS

Acr. di: Global Investment Performance Standards. Nel campo dell’asset management, i GIPS (Global Investment Performance Standards) sono degli standard internazionali di presentazione delle performances storiche di un ente gestore ai clienti potenziali o a quelli già acquisiti. I GIPS derivano dallo sforzo di standardizzazione dell’AIMR (la statunitense Association for Investment Management and Research) che nel 1987 introdusse i Performance Presentation Standards (AIMR-PPS) per il mercato dell’asset management USA. All’inizio del 1999 l’AIMR (insieme con un comitato internazionale composto da rappresentanti del mondo dell’asset management, della consulenza e degli investitori istituzionali) terminò il proprio lavoro di degli standards internazionali giungendo nell’Aprile del 1999 alla pubblicazione dei GIPS. In Italia I GIPS sono stati tradotti da Assogestioni nel giugno del 1999. Loro obiettivo è di fornire al cliente una rappresentazione veritiera e una informativa piena riguardo all’attività passata del gestore per rispondere a una serie di quattro domande. a) Da chi sono generate le performance? Il concetto introdotto è quello di ente gestore (firm) che rappresenta la “fabbrica” dei prodotti di investimento gestiti; un ente gestore può essere rappresentato o da una società di investimento vera e propria (in Italia una Società di Gestione del Risparmio, SGR, oppure altra entità abilitata a gestire risparmio per conto terzi) ovvero anche una singola unità di una società di investimento dedicata ad un particolare ambito gestionale e sostanzialmente autonoma dal resto della struttura. b) Di che cosa viene misurata la performance? Si utilizza il concetto dei compositi (composites) che rappresentano le linee di prodotti venduti dall’ente gestore; ogni composito racchiude tutti i portafogli caratterizzati da comunanza di obiettivi e/o strategie di investimento; p.e. il composito “azioni Italia” potrebbe essere composto da tutti quei fondi comuni d’investimento e quei portafogli gestiti in maniera simile da un stesso ente gestore per conto della clientela e investiti in azioni italiane. c) Da che cosa sono costituiti i compositi? Il concetto richiamato è quello di portafoglio a gestione discrezionale (discretionary portfolios) derivante da un contratto con un cliente e pienamente valorizzato ai prezzi di mercato; un portafoglio è discrezionale quando il cliente (p.e. una fondazione, un fondo pensione, una moltitudine di clienti individuali che sottoscrivono un fondo comune d’investimento) non può intervenire nell’attività decisionale dell’ente gestore: le performance che con i GIPS si vogliono mostrare, infatti, riguardano unicamente il risultato della capacità gestionale dell’ente gestore. In un composito non sono ammessi pezzi di altri portafogli (cosiddetti carve-outs), p.e. la parte dei titoli azionari italiani proveniente da un fondo comune azionario internazionale. d) Come sono calcolate le performance? Si ricorre al calcolo della performance secondo il metodo di misurazione della performance timeweighted, che estrae il contributo del gestore alla crescita del portafoglio attraverso l’eliminazione dell’effetto dei conferimenti/prelievi decisi dal cliente.