GESTIONE DELL'ATTIVO

Insieme delle scelte relative alla configurazione ottimale dell’attivo patrimoniale della banca (crediti, titoli, riserve liquide). L’obiettivo preminente di tali scelte è quello di pervenire ad una stabilizzazione dell’equilibrio economico-finanziario della banca, migliorandone nel contempo l’efficienza. Essa consiste, in particolare, nel perfezionamento di criteri allocativi funzionali rispetto all’esigenza di attribuire alle passività caratteristiche di rendimento, rischio e liquidità compatibili con le attese e le propensioni dei depositanti esistenti e potenziali, in modo da assicurarsi il collocamento permanente di quantità crescenti di proprie passività nei portafogli di aziende non bancarie. Ciò significa che l’insieme delle attività deve essere composto in modo da produrre flussi di cassa positivi e flussi di ricavi adeguati in relazione sia alle uscite attese che ai costi di esercizio, in condizioni di rischio corrispondenti alla situazione di solvibilità della banca. La politica gestionale dell’attivo, quindi, si concretizza nella ricerca della combinazione ottimale di componenti liquide e non liquide e nella diversificazione di queste ultime in rapporto a scadenza e rischio. Un ulteriore aspetto di tale politica è rappresentato dalla composizione delle attività in modo tale da generare flussi di cassa in uscita suscettibili di alimentare “circuiti finanziari” in cui siano inserite aziende disposte a tenere in portafoglio passività della stessa banca, piuttosto che di altre banche. In questo modo il circuito finanziario alimentato dall’esercizio della funzione creditizia ha maggiori probabilità di chiudersi nell’ambito delle aziende clienti della banca dal lato del passivo.