FUTURE (Enciclopedia)

(Si veda anche voce del Dizionario: Future)
I future sono contratti derivati finanziari in cui le due parti si accordano per scambiarsi a scadenza una determinata quantità di un asset (finanziario o reale) ad un prezzo prefissato. Sono contratti standardizzati (durata, sottostante, sistema di pagamento) e vengono scambiati per lo più nelle borse valori. Grazie a questo hanno un rischio di controparte pari a zero, poichè la cassa di compensazione si posiziona come controparte per tutte le transazioni.
In termini economici, i future come tutti i derivati, possono essere utilizzati come mezzi di copertura di rischi (hedging, q.v.), di assunzione di posizioni speculative, di arbitraggio o di commercio professionale (trading). Si provvede alla copertura di rischi stipulando contratti future in modo da compensare con i risultati economici di tale contratto le possibili perdite sulla posizione del valore sottostante. È, p.e., possibile sterilizzare i rischi valutari tramite future in valuta: un debitore in euro residente negli Stati Uniti può coprire il rischio di svalutazione del dollaro acquistando contratti in euro, dal momento che un eventuale deprezzamento del dollaro contro l’euro determina la rivalutazione della posizione future dell’operatore, compensandolo, totalmente o parzialmente, della perdita subita dalla posizione principale. Detto altrimenti, i future sono mezzi efficaci di copertura del rischio di variazioni indesiderate del valore di un principale costituito di attività reali (stipulando commodity future), o finanziarie (stipulando financial future). Si persegue un obiettivo meramente speculativo quando si negoziano contratti future senza che vi sia a monte una posizione esposta a rischio, oppure quando la posizione assunta sullo strumento derivato accresce il rischio complessivo, invece che ridurlo. L’arbitraggio consiste, in senso stretto, nella ricerca di contratti malquotati (oggetto, come si suol dire, di mispricing) rispetto ai prezzi sul mercato a pronti dei prodotti sottostanti, o rispetto ai prezzi di altri prodotti derivati, o rispetto ai prezzi del medesimo prodotto per scadenza diversa. Tale ricerca dovrebbe dare luogo ad un guadagno nullo se I mercati sono efficienti e completi. La formula utilizzata per prezzare un future, in assenza di opportunità di arbitraggio e con tassi dell’interesse costanti è:

F=Sert

dove F: prezzo future; S: prezzo a pronti del sottostante; e: fattore di capitalizzazione; r: tasso dell’interesse (costante tra la stipula e la scadenza del contratto); t: durata del contratto.
Le funzioni dei future sono le stesse dei derivati.
Sono strumenti finanziari, tali sono stati riconosciuti dal decreto Eurosim del 1996 e, poi, dall’art. 1 TUF, commi 2 e 3, che li include tra gli strumenti finanziari derivati.
In Italia sono negoziati sul MIF e sull’IDEM.
1. Origine storica. I primi contratti di tipo future sono scambiati nell’antica Mesopotamia, su commodity agricole. La contrattazione avveniva nel tempio e la cassa di compensazione era garantita dai sacerdoti del tempio, che garantivano il buon fine dell’operazione.
Nell’era moderna gli scambi si sono sviluppati prima in nord Europa (Seicento e Settecento) e poi a metà Ottocento negli USA. La borsa più famosa e sviluppata è quella di Chicago, per le commodity la Chicago Board of Trade (CBOT) (grano, soia, succo d’arancia, e altre derrate), per I titoli finanziari il Chicago Board Option Exchange e il New York Stock Exchange (NYSE). I primi financial future compaiono nel 1972 al Chicago Mercantile Exchange (CME), con l’introduzione dei future su valuta straniera e l’istituzione dell’International monetary market-IMM. Nel 1975 al Chicago Board of Trade viene lanciato il primo contratto future sui tassi di interesse, basato sui titoli della GNMA. In Europa i future compaiono nel 1982 nella borsa di Londra (London Stock Exchange, LSE), diventato oggi il secondo mercato mondiale dei future finanziari (financial future), dopo CBOT. L’elevata standardizzazione rende i contratti future perfettamente fungibili tra loro e permette la compensazione degli impegni di vendita e di acquisto.
2. Specie di contratti future. I futures sono diffusi sulle principali piazze mondiali e sono disponibili sulle materie prime (commodity futures), su prodotti finanziari (financial futures), su probabilità o eventi.
2.a) Commodity future. Riguardano tutte le materie prime, industriali e non. Per I beni agricoli, I beni preziosi e I metalli è un mercato di grande importanza per la copertura del rischio e per fornire liquidità. Per I beni energetici (petrolio su tutti) è un importante indicatore dell’andamento futuro del prezzo a pronti, anche se nel periodo 2007-09 questa capacità previsiva si è affievolita.
É sempre più rilevante la quota scambiata fuori mercato (OTC) di questi contratti, in continua crescita.
2.b) Financial future. Sono scritti su qualsiasi attività finanziaria, come valuta (currency future), tasso d’interesse (interest rate future), indice di borsa (stock index future), azioni (equity future), obbligazioni (bond future), titoli di Stato (Treasury Bond Future, Treasury Bill Future).
2.c) Event Future, scommettono sulla probabilità di un evento, come il default di un creditore (Credit Default), oppure sulla probabilità di pioggia (Weather future) che influenza la produzione agricola.
3. Negoziazione. Avviene tramite un intermediario (broker) accreditato presso la borsa e il regolamento dell’operazione avviene tramite la Cassa di compensazione e garanzia. I contraenti non entrano mai in contatto tra di loro, ma hanno sempre per controparte la cassa di compensazione che garantisce il buon fine dell’operazione e copre in caso di inadempimento di una parte. Le parti devono, al momento della stipula del contratto, depositare presso la cassa una somma, tra il 2% e il 10% del valore nominale del contratto (margine d’apertura). Al termine di ogni giornata di contrattazione si versa il margine di mantenimento, che azzera il rischio di controparte.
4. Contratti future scambiati in Italia. È ammessa sul MIF (art. 2.1. del Regolamento del Mercato dei contratti uniformi a termine dei Titoli di Stato in vigore dal 20 dicembre 2001) la negoziazione di contratti future che hanno come attività sottostante titoli di Stato e tassi di interesse. Sono negoziati sul MIF contratti future su titoli di Stato e contratti su tasso Euribor a un mese, il tasso praticato nell’area euro tra le banche di prima categoria (quelle col massimo rating) e rilevato dalla FBE. Lo stesso contratto è negoziato anche sul MID. Poco più ampie sono le possibilità per l’Idem che ammette future su strumenti finanziari, tassi di interesse, valute e relativi indici (art. 4.8.1 del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana spa (n vigore dal 22.4.2002). Dal 22.7.2002 sono stati ammessi anche future su singole azioni come Eni, Enel, Telecom Italia, TIM, UniCredit.


Bibliografia
Hull J. (2008) Options, futures and other derivatives, Prentice Hall.
Oldani C. (2008) Governing Global Derivatives, Ashgate, London.


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