FURTO

Delitto previsto dall’art. 624 c.p., modif. dall’art. 2 della l. 26.3.2001 n. 126. Scopo della incriminazione è la tutela del possesso delle cose mobili, tra queste si intendono comprese le energie naturali che abbiano un valore economico e siano suscettibili di appropriazione e le cose originariamente immobili che siano state mobilizzate e, in quanto rese tali, suscettibili di sottrazione. Dette “cose” debbono essere “altrui” cioè, secondo le norme del codice civile, di proprietà d’altri. L’azione esecutiva del furto consiste nell’impossessamento di detta cosa, non violento né accompagnato da minaccia, mediante sottrazione a colui che la detiene, al fine di trarne profitto. Delitto qualificato da dolo specifico, pertanto. La sanzione prevista è quella della reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire trecentomila a un milione. Più grave è la sanzione per il furto in abitazione e per il furto con strappo (lo “scippo”), puniti con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire seicentomila a due milioni (art. 624 bis, inserito nel c.p. dall’art. 2 della l. 26.3.2001 n. 126).