FUORI BORSA

1. Con questa espressione, non del tutto definita, si indica l’insieme di contrattazioni in valori mobiliari (quotati o non quotati) effettuate sul mercato libero (detto anche mercato parallelo), al di fuori dei mercati regolamentati (e per alcuni, non sembra correttamente, anche al di fuori di quelli che considerano mercati ufficiosi quali il terzo mercato). In altri termini fuori borsa sono le operazioni che si effettuano sull’over the counter. Per il fuori borsa passano, in Italia, buona parte delle negoziazioni in titoli, il che determina una situazione di scarsa significatività del prezzo di listino. Tra gli intermediari attivi sul fuori borsa si annoverano sia le banche, avvezze a compensare al proprio interno (in casa, come si suol dire) gli ordini di acquisto e di vendita impartiti dalla clientela delle varie filiali, sia società finanziarie, le quali non trascurano la possibilità di scambiare fra di loro partite di titoli senza farle transitare per il mercato ufficiale.

2. L’espressione fuori borsa è usata anche per designare le operazioni che avvengono nel dopoborsa, cioè dopo il periodo di apertura regolamentare della borsa.