FONDS COMMUN DE CRÉANCES BANCAIRES

Acr.: FCC. Tipologia di fondo comune d’investimento introdotta in Francia con la legge 23.12.1988 (successivamente integrata da due decreti del 1993 e del 1997 e dalla legge 2.7.1998) a seguito di una serie di operazioni di securitization dei crediti bancari. Queste ultime si sono articolate nelle seguenti fasi: cessioni di una quota degli attivi delle banche a fondi comuni (quali sono appunto i fonds communs de créances bancaires) di costituzione espressamente prevista dal legislatore; collocamento delle quote di tale fondo presso il pubblico dei risparmiatori. Ne è conseguita, dunque, la trasformazione dei crediti (in particolare crediti per cassa e ipotecari, sottoposti a rating) in titoli negoziabili del tipo pay through (v. mortgage pay through securities), cioè titoli creati ex novo spezzando il legame tra debitore ed investitore grazie all’inserimento di un intermediario, il fondo comune, incaricato di operare una ristrutturazione dei crediti atta a renderli maggiormente appetibili al pubblico. La società di gestione del fondo, in particolare, attraverso l’emissione di quote di partecipazione realizza il raccordo delle caratteristiche derivanti dalla natura dei crediti con la domanda degli investitori e svolge un’attività di back-office, consistente nell’incasso dei flussi generati dai crediti, nella registrazione di eventuali inadempienze o rimborsi anticipati e nel pagamento di interessi e montanti agli investitori. Grazie alla costituzione dei fonds communs de créances bancaires si è inteso perseguire obiettivi diversi: l’“alleggerimento” dei bilanci bancari in modo da facilitare il rispetto dei coefficienti minimi obbligatori; l’attivazione di un ulteriore strumento di finanziamento per le banche, in un’ottica di gestione integrata attivo-passivo; la riduzione del costo del credito mediante il trasferimento del rischio in capo al fondo comune; la promozione del risparmio di lunga durata grazie all’offerta della possibilità di diversifi cazione del portafoglio finanziario con prodotti ad alto grado di protezione, per via del processo di selezione e valutazione operato a monte dell’operazione a garanzia della qualità dell’intero processo. Tali fondi, pur presentando alcuni elementi differenziali (costituzione preventiva all’apertura al pubblico, esclusione per i sottoscrittori di ottenere il riacquisto delle quote, facoltà di emissione di quote differenziate relativamente ai diritti incorporati), ricalcano il modello proprio degli altri fondi comuni di tipo contrattuale, essendo concepiti come una comunione avente per oggetto esclusivo e principale l’acquisto di crediti da un istituto bancario e la successiva emissione di quote rappresentative di tali crediti. Queste quote possono appartenere a due categorie diverse: quote oggetto di collocamento pubblico e quote oggetto di collocamento privato. Queste ultime non costituiscono oggetto di negoziazioni di borsa, sono detenute da persone giuridiche (escluse le SICAV) in numero non superiore a 25 e devono essere iscritte nel libro delle società di gestione. Le quote prive di tali caratteristiche si presume che siano oggetto di collocamento pubblico.