FONDO SPECIALIZZATO SULL'ESTERO

Fondo comune specializzato nell’investimento in attività finanziarie denominate in valuta estera, purché quotate in mercati ufficiali o regolamentati. Negli ultimi tempi in Italia, a seguito della liberalizzazione valutaria, la gran parte degli operatori ha creato fondi di questo tipo, segnando di fatto un reale processo di diversifi- cazione di prodotto, altrimenti bloccato dalle limitazioni vigenti sugli investimenti in “altre attività” dei fondi mobiliari ex l. 23.3.1983 n. 77. I condizionamenti normativi sui mercati di impiego impongono, infatti, di dirigere la quasi totalità degli investimenti verso titoli azionari e obbligazionari domestici quotati, per via dei vincoli stabiliti per le percentuali di investimento in titoli non quotati e in altre attività finanziarie. L’effetto positivo ricercato con la creazione di fondi specializzati sull’estero è riconducibile alla possibilità, da un lato, di ampliare la base geografica e di mercato degli impieghi possibili, dall’altro di diversificare valutariamente il portafoglio. Non vanno trascurate, d’altra parte, le problematiche gestionali legate alla necessità di un know-how specifico diverso da quello richiesto per gli investimenti sul mercato italiano, oltre che di esplicite strategie e competenze tecniche di copertura dal rischio di cambio.