FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI - FEI

fr. Fonds européen d’investissement - FEI; ingl. European Investment Fund - EIF. E' sorto nel 1994 in seguito alle decisioni del Consiglio europeo di Edinburgo del dicembre 1992. Esso è un’istituzione finanziaria dell’UE, con sede in Lussemburgo presso la BEI, personalità giuridica, status di banca multilaterale di sviluppo ed è una joint venture pubblica e privata che persegue gli obiettivi dell’UE (crescita, impiego e innovazione), conducendo l’attività secondo corretti principi bancari e secondo gli altri principi e pratiche commerciali applicabili (art. 2 dellostatuto) e determinando il livello dei ricavi percepiti sulle operazioni in modo da coprire i rischi e le spese operative, da costituire adeguare riserve per i detti rischi e da produrre un appropriato profitto (art. 24 dello Statuto). Le attività, i redditi e ogni altra proprietà del Fondo sono esenti da qualsiasi imposta diretta.
All’atto della fondazione il capitale di € 2 miliardi del FEI, suddiviso in 2.000 azioni di 1 milione di euro ciascuna era riservato per il 40% alla BEI, per il 30% all’UE e per un altro 30% a banche e istituzioni finanziarie europee.
Verosimilmente l’alto valore unitario delle azioni insieme al non grande ritorno in termini di massa di lavoro hanno scoraggiato la partecipazione di queste ultime che a fine 1999 avevano sottoscritto solo circa due terzi della quota di capitale riservatale e cioè 399 azioni rispetto a 600. Nel corso del 2000 la BEI ha sottoscritto i 201 milioni di euro rimanenti, ha acquistato 214 azioni dalle istituzioni finanziarie portando la sua partecipazione a 1215 azioni e ha offerto di acquistare le altre 785 azioni a cinque anni al prezzo di € 315.000 ciascuna. In seguito con decisione del 7 Maggio 2007 dell’Assemblea Generale del Fondo, è stato approvato un aumento del capitale a 3 miliardo di euro mediante emissione di 1.000 azioni da un milione di euro.
Attualmente i soci del FEI sono la BEI che possiede il 61.2% del capitale, l’UE (rappresentata dalla Commissione europea) con il 30% del capitale e diverse banche e istituti finanziari europei che detengono l’8,8% del capitale. Le banche del nostro Paese azioniste del FEI al 2010 sono Dexia Crediop S.p.A. (5 azioni), IMI Investimenti S.p.A. (15 Azioni) ed Intesa San Paolo S.p.A. (8 azioni). Altre banche italiane che avevano fondato il FEI, come Banca di Roma e Monte dei Paschi di Siena sono uscite dal capitale del FEI. Lo Statuto è stato approvato con decisione del Consiglio dei Governatori della BEI il 25 maggio 1994 e modificato dall’Assemblea generale del 19.6.2000 e infine il 30.11.2007. Le modifiche hanno riguardato soprattutto la missione e l’operatività del Fondo. 

1. Obiettivi. Inizialmente il FEI aveva il compito di supportare l’integrazione economica europea promuovendo investimenti a medio-lungo termine in due settori: le infrastrutture delle reti transeuropee dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia (RTE) e le medie e piccole imprese (PMI) mediante operazioni di venture capital (tradotto in it. con "capitale di rischio; fr. capital-risque) e di garanzia. Le riforme statutarie del giugno 2000 hanno modificato gli obiettivi del Fondo che ha abbandonato il settore RTE, trasferendo alla BEI, a valere dal 1°.1.2001, tutte le relative attività in essere (€ 1.882 milioni) e ha assunto tutti gli investimenti in capitale di rischio della BEI (€ 921,9 milion, già contabilizzati a fine 2000) in base a un accordo ("Transfer, Implementation and Management of Risk Capital Investments", in breve: Risk Capital Mandate) del 7.12.2000. In tal modo il FEI è diventato l’unico punto di contatto, all’interno del Gruppo, per le attività di venture capital e di garanzia per le PMI e il "braccio del capitale di rischio del Gruppo BEI". La trasformazione fa seguito alle decisioni del Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000, alle successive modifiche dello statuto del giugno e alla raccomandazione del Consiglio ECOFIN del 7.11.2000. Il FEI promuove dal 2007 l’iniziativa JEREMIE (Joint European Resources for Micro-to-Medium Enterprises) varata dalla Commissione Europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti BEI. Tale progetto ha lo scopo di potenziare la disponibilità a livello regionale di finanziamenti sostenibili a favore delle micro-imprese e delle PMI consentendo agli Stati membri di utilizzare le risorse dei Fondi strutturali in prodotti finanziari. Gli strumenti finanziari di cui dispone il FEI sono divisi in un segmento di capitale di rischio,mezzanine finance e strumenti di debito (supportati da prodotti di garanzia). Nel segmento del capitale di rischio il FEI offre un importante supporto alle PMI ad elevato potenziale di sviluppo, le quali possono ottenere finanziamenti per il loro processo di espansione o per coprire le temporanee esigenze di liquidità.Per quanto concerne gli strumenti di debito, il FEI offre inoltre prodotti di garanzia facilitando l’accesso al credito delle PMI. Il FEI infatti beneficia dello status di banca multilaterale di sviluppo con rating AAA e rappresenta un affidabile investitore nel settore delle PMI. Il Corporate Operational Plan (COP) è il documento strategico in cui sono incluse le priorità ed attività del FEI incluse le informazioni relative al risk management e al suo budget. Viene anche predisposto un documento (COP) distinto che include invece le informazioni relative all’operatività del Fondo, suddiviso per sezioni che descrivono gli obiettivi e le strategie per i successivi 5 anni, i risultati del precedente anno, il business environment in cui opera e il Busineess planning per il periodo successivo.

2. Organi. Sono organi del Fondo l’Assemblea generale, il Consiglio di amministrazione di 7 membri designati dall’Assemblea (che può variarne il numero), il Direttore generale, nominato per 5 anni con il suo Vice dal consiglio di amministrazione e la Commissione di controllo, composta di tre auditors nominati dall’Assemblea.

3. Operatività statutaria. Il FEI interviene con operazioni di venture capital (ossia di assunzione, detenzione, gestione e cessione di partecipazioni) e di garanzia e altri simili strumenti per prestiti e altre obbligazioni finanziarie in qualsiasi forma permessa dalla legge. Il Fondo deve svolgere l’attività nei territori degli Stati membri della Comunità, nei Paesi candidati all’adesione per i quali il processo di adesione è stato avviato e nei Paesi adiacenti alla Comunità per i progetti transfrontalieri (art. 23 dello statuto). Il Fondo non finanzia direttamente le imprese supportate e opera sempre attraverso intermediari finanziari. Le operazioni di venture capital sono compiute solo tramite investimenti minoritari in enti finanziari, lasciando a questi di acquisire direttamente partecipazioni nelle imprese con le risorse così acquisite. Anche le operazioni di garanzia avvengono attraverso il rilascio di garanzie di portafoglio a intermediari finanziari (banche, società di leasing, consorzi fidi ecc.) che praticano il finanziamento alle PMI. Il Fondo non accende debiti e impiega per le operazioni di venture capital i mezzi propri e i mezzi affidatigli fiduciariamente da terzi, che attualmente sono la Commissione europea e la BEI. A fine 2000 le operazioni con risorse proprie di venture capital ammontavano a € 74,9 milioni e le garanzie a € 2.846,2 milioni.

4. Gestioni fiduciarie. Strumenti di intervento. Nelle gestioni fiduciarie il FEI opera in nome proprio ma per conto e a rischio del fiduciante. I rapporti sono regolati da Accordi fiduciari e di gestione. Gli strumenti finanziari impiegati assumono il nome di "meccanismi" (fr. mécanisme, facilités; ingl. facility, letteralmente: "agevolazioni") specialmente dedicati alle piccole e medie imprese, uno per il venture capital che, essendo stato inizialmente previsto per lo sviluppo tecnologico delle imprese, è denominato "meccanismo europeo per le tecnologie", in sigla MET (più noto con la sigla ETF, acronimo dell’ingl. European Technology Facility), l’altro per le garanzie, detto "meccanismo di garanzia per le PMI" (v. meccanismo europeo per le tecnologie; ETF Start-up Facility; meccanismo di garanzia per le PMI).
4.a) Operazioni fiduciarie di venture capital. Il MET è stato istituito per la prima volta dalla BEI all’interno del Programma di azione speciale Amsterdam 1997-2000-ASAP (cessato nel 2000; per il seguito v. BEI) e affidato in gestione al FEI per promuovere la costituzione e lo sviluppo di PMI a elevato tasso di crescita e orientate all’alta tecnologia. Lo strumento è stato rafforzato con l’ETF Start-up Facility, meccanismo a lungo termine (5-12 anni) della Comunità, previsto dall’Iniziativa comunitaria per la crescita e l’occupazione 1998-2000 per sostenere le imprese nella fase di avvio e da gestire con una politica d’investimento a profilo di rischio più elevato per quanto concerne sia la scelta dei fondi intermediari, sia le politiche d’investimento seguite da questi ultimi. Anche l’ETF Start-up Facility è stata conferita fiduciariamente al FEI. Si appoggia a risorse BEI, invece, il Risk Capital Mandate. Le operazioni in essere a fine 2000 erano: EFT € 161,9 milioni EFT Start-up € 58,5 milioni, Risk Capital Mandate € 922,3 milioni.
4.b) Operazioni fiduciarie di garanzia. Altro strumento istituito dall’Iniziativa comunitaria 1998-2000 predetta conferito dalla CE in gestione al FEI è il meccanismo di garanzia per le PMI con priorità alle piccole imprese aventi al massimo cento dipendenti. Le garanzie hanno una durata di 5-10 anni e coprono una parte del rischio sopportato dagli intermediari nella concessione dei prestiti. A fine 2000 le garanzie in essere a titolo fiduciario ammontavano a € 1.479 milioni.
4.c) Progetto pilota "Crescita e Ambiente". Il FEI, inoltre, ha gestito per conto della Commissione europea il meccanismo di agevolazione "Crescita e ambiente", avviato nel 1995. Il progetto consiste nel rilascio di garanzie fino al 50% di prestiti di durata minima di tre anni concessi a PMI con meno di 100 dipendenti (preferibilmente meno di 50) per nuovi investimenti che comportino benefici diretti o indiretti dell’ambiente (v. Progetto "Crescita e Ambiente"). A fine 2000 le operazioni in essere ammontavano a € 142,6 milioni.
4.d) MAP. Le attività fiduciarie per conto della Commissione europea dal 1998 attraverso i meccanismi di ETF Start-up e di garanzia sono state potenziate dal MAP per il 2001-2005 (v. Programma comunitario pluriennale a favore dell’impresa e dell’imprenditorialità), deliberato con la Decisione del Consiglio dell’UE 2000/819/CE del 20 dicembre 2000, che ha esteso il campo di applicazione degli strumenti dell’Iniziativa comunitaria per la crescita e l’occupazione ampliando gli spazi all’attività fiduciaria del FEI, in particolare in direzione dei micro-crediti, del sostegno dei fondi incubatori e di avviamento, del finanziamento di applicazioni di Internet e dell’e-commerce per la modernizzazione delle imprese minori (hardware, software e formazione). Il totale dei finanziamenti in gestione al FEI per il MAP ammontava per il 2001-2005 a circa € 317 milioni.
4.e) Nel 2006 la Commissione Europea ha conferito al FEI il mandato per la gestione dell’iniziativa JEREMIE (Joint European Resources for Small and Medium-sized Enterprises) e a seguito della Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 1639/2006/EC che sancisce Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP), dal Settembre del 2007, la Commissione Europea ha concesso il mandato al FEI per la gestione degli strumenti finanziari CIP.

Link: www.eif.org
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