FINANZIAMENTO AMMASSI

1. Forma di intervento finanziario un tempo ampiamente utilizzata a sostegno dell’agricoltura e oggi abbandonata con la soppressione degli ammassi. Aveva il fine specifico di rendere possibili le operazioni di ammasso dei prodotti agricoli, garantendo così, a seconda dei casi e delle necessità, sicurezza nel collocamento delle produzioni ovvero la possibilità per i produttori di incassare dopo il raccolto ed alla consegna del prodotto all’ente ammassatore tutto o parte del loro prodotto ad un prezzo stabilito ovvero ad un prezzo provvisorio con diritto di conguaglio. Le operazioni di finanziamento degli ammassi erano disciplinate, oltre che dalla l. 5.7.1928 n. 176 relativa al credito agrario, che le inseriva tra le operazioni di credito di esercizio, da numerose altre norme nazionali, regionali e comunitarie, le quali prendevano anche concessione di contributi sugli interessi o di anticipazioni a tasso agevolato per ridurne l’onerosità. Le cambiali relative ad operazioni di finanziamento ammassi erano regolarmente ammesse al risconto presso l’istituto di emissione.

2. Ammasso. L’ammasso è un istituto previsto dall’art. 837 c.c. per permettere al Governo di regolare la distribuzione di certi prodotti agricoli o industriali. Il codice civile prevede che le norme per il conferimento dei prodotti negli ammassi sono contenute in leggi speciali. Per i prodotti agricoli l’art. 2617 c.c. prescrive che la gestione collettiva deve essere fatta per conto degli imprenditori mediante consorzi obbligatori. L’ammasso volontario del grano a gestione statale era stato introdotto nel 1930 nel nostro Paese per introdurre un prezzo unico nazionale. Nel 1936 con l’autarchia il fascismo rese obbligatorio l’ammasso del grano e di diversi altri prodotti. Nel dopoguerra gli ammassi obbligatori sono stati conservati solo per il grano, finanziati dalla Federazione italiana dei consorzi agrari e resi di nuovo volontari nel 1962, in seguito alla entrata in vigore della politica agricola comunitaria.