FILIALE DI BANCA ESTERA

Le banche comunitarie possono stabilire nel nostro Paese una filiale, senza dover richiedere alcuna autorizzazione alla Banca d’Italia purché esercitino una delle attività ammesse al beneficio del mutuo riconoscimento: per l’esercizio di altre attività devono invece conformarsi alle posizioni emanate dalla Banca d’Italia. Il primo insediamento è preceduto da una comunicazione alla Banca d’Italia da parte dell’autorità competente dello Stato di appartenenza; la filiale può iniziare l’attività decorsi due mesi dalla comunicazione. Se è previsto l’esercizio dell’attività di intermediazione mobiliare la Banca d’Italia deve dare notizia alla Consob dell’avvenuta comunicazione di inizio di operatività. La Banca d’Italia e la Consob, nell’ambito delle rispettive competenze, indicano, se del caso, all’autorità competente dello Stato comunitario e alla banca le condizioni alle quali, per motivi di interesse generale, è subordinato l’esercizio dell’attività della filiale. La Banca d’Italia, inoltre, ai sensi dell’art. 79 TUBC può: ordinare alla banca di porre fine alla eventuale violazione delle disposizioni relative alle succursali e alla prestazione di servizi in Italia, dandone comunicazione all’autorità di vigilanza dello Stato in cui la banca ha sede legale per i provvedimenti necessari. Quando manchino o risultino inadeguati i provvedimenti dell’autorità di vigilanza estera, quando le irregolarità possono pregiudicare interessi generali o quando sussistono casi di urgenza per la tutela dei depositanti, dei risparmiatori o di altri soggetti, la Banca d’Italia può adottare le misure necessarie, compreso il divieto di intraprendere nuove operazioni o la chiusura della filiale. Tale intervento dovrà essere comunicato alla competente autorità di vigilanza. Le filiali di banche comunitarie alle quali sia stata revocata l’autorizzazione all’attività dall’autorità competente, possono essere sottoposte alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. Lo stabilimento in Italia di filiale di una banca non comunitaria deve essere autorizzato dal Ministero dell’economia e delle finanze, del bilancio e della programmazione economica d’intesa con il Ministro degli Affari esteri, sentita la Banca d’Italia. Per ottenere l’autorizzazione la banca extracomunitaria deve anche rispettare i requisiti previsti dall’art. 14 TUBC, vale a dire: il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d’Italia; la presentazione di un programma di attività.il possesso di alcuni requisiti di onorabilità e professionalità da parte dei responsabili della filiale. Secondo quanto stabilito dal Ministero dell’economia e delle finanze nella valutazione delle domande si deve tener conto delle seguenti condizioni: nel Paese d’origine deve esistere una regolamentazione adeguata sotto il profilo dei controlli di vigilanza, anche su base consolidata; l’esistenza di accordi per lo scambio di informazioni tra le autorità di vigilanza dei due Stati o, quantomeno, l’inesistenza di vincoli che impediscano tale scambio; il consenso dell’autorità di vigilanza dello Stato in cui la banca ha sede legale la presenza di un’attestazione in cui l’autorità di vigilanza dello Stato d’origine provi la solidità patrimoniale e l’adeguatezza delle strutture organizzative, amministrative e contabili della banca o del gruppo bancario che intende stabilire una propria filiale in Italia. Le banche extracomunitarie già operanti nel territorio della Repubblica con una filiale possono stabilire altre succursali previa autorizzazione della Banca d’Italia che viene rilasciata con la procedura semplificata del silenzio-assenso.