FIDO MULTIPLO

Linea di credito accordata ad uno stesso soggetto da più banche. La tendenza a coprire il proprio fabbisogno finanziario attingendo a più enti creditizi è ormai invalsa in tutte le imprese, piccole e grandi, tanto da venire usualmente definita prassi dei fidi multipli. Tale fenomeno si è affermato negli anni Settanta e Ottanta con particolare intensità in Italia, ma non negli altri paesi economicamente avanzati (eccezion fatta per il Belgio) ove tuttora prevale il modello Hausbank (in Germania) o comunque, anche nel caso in cui normalmente vengano allacciati rapporti con più enti creditizi, esiste sempre una banca “principale” (come p.e. in Francia, Gran Bretagna, Olanda, USA, Giappone). Apparentemente i fidi multipli procurano alle banche finanziatrici notevoli vantaggi, legati alla riduzione del rischio che ciascuna si accolla (v. limitazione dei rischi) e alla possibilità di ottenere all’occorrenza il rimborso del proprio credito senza eccessive difficoltà, dal momento che l’impresa affidata è in grado di attingere i fondi necessari per aderire alle richieste di rientro dalle altre banche, presso le quali gode di linee di credito non completamente utilizzate o dalle quali può ottenere un aumento del credito aperto. In realtà, la prassi dei fidi multipli può rendere alquanto difficile alla singola banca ottenere le necessarie informazioni per un approfondito esame della situazione aziendale, attuale e prospettica, dell’affidato, al quale persino la stessa banca può rinunciare volontariamente facendo affidamento sulle istruttorie condotte dalle altre banche. È ragionevole supporre, inoltre, che tale prassi stimoli la crescita dell’indebitamento complessivo presso il sistema bancario dell’impresa affidata, rendendolo superiore a quello che, nel caso di rapporto prevalente con un solo ente creditizio, essa avrebbe ottenuto e stimoli nel contempo l’utilizzo di fidi a breve termine per il finanziamento di fabbisogni a scadenza protratta; l’impresa ha infatti la possibilità di rispettare formalmente i termini brevi di scadenza avvalendosi delle diverse linee di credito ottenute. Il facile accesso ad un numero rilevante di alternative di indebitamento (bancarie e anche non bancarie) aumenta altresì la forza contrattuale delle imprese finanziate, specie quelle di grandi dimensioni, che riescono così ad ottenere condizioni particolarmente vantaggiose. Infine, in caso di difficoltà economiche e/o finanziarie dell’affidato, i molteplici rapporti di credito non permettono alla singola banca di influire sul debitore (o di accordarsi con gli altri finanziatori) al fine di prendere decisioni straordinarie volte a risolvere la situazione di crisi in cui egli si trova. Ciò diventa particolarmente grave nel caso di concordati stragiudiziali, quando l’impresa e le banche finanziatrici si debbono accordare amichevolmente. Al fine di consentire ad ogni banca di conoscere l’entità complessiva di affidamento ottenuta da ciascun cliente dall’intero sistema bancario, si è dato vita ad un sistema di rilevazione centralizzato dei fidi bancari, con l’obbligo di denuncia periodica da parte delle banche. Nel 1962, infatti, il CICR ha istituito presso la Banca d’Italia un servizio accentrato di informazioni sui rischi bancari, la Centrale dei rischi, contribuendo alla riduzione del rischio connesso alla esistenza di fidi multipli.