FEDE DI CREDITO

Titolo di credito all’ordine, di antica origine, la cui emissione è riservata al Banco di Napoli e al Banco di Sicilia ed è pagabile a vista presso qualsiasi filiale del Banco emittente. È regolato dagli artt. 108 e ss. del r.d. 21.12.1933 n. 1736, oltre che dagli statuti e dai regolamenti dei Banchi. Esso incorpora la promessa di pagare a vista, da parte di qualunque filiale del Banco, una somma di denaro determinata e assolve a funzioni assimilabili all’assegno circolare, la cui disciplina è applicabile ove mancano disposizioni specifiche. Elementi essenziali del titolo sono: la denominazione di fede di credito, la promessa di pagare una somma determinata, l’indicazione del prenditore, la data ed il luogo di emissione e la sottoscrizione del Banco emittente. L’emissione della fede è subordinata al versamento da parte del cliente, in contanti (secondo l’antica disciplina della fede), o con accredito in conto, della somma da pagarsi da parte del Banco. La maggior peculiarità del titolo consiste nell’apponibilità alla girata della causale del pagamento ovvero di condizioni alle quali subordinare il pagamento medesimo. La fede di credito, in tal modo, assolve alla funzione di prova dell’erogazione di una somma per una specifica ragione, ovvero alla funzione di garantire che il pagamento avverrà, da parte del Banco, solo quando si siano verificate le condizioni ivi apposte: p.e., l’accertamento della libertà da pesi o da vincoli del bene acquistato e pagato a mezzo della fede, ovvero la prestazione di determinate garanzie da parte del mutuatario. In tal caso il Banco sarà incaricato di verificare, sotto la propria responsabilità l’avverarsi delle condizioni apposte alla girata. Altre regole particolari relative alle girate condizionate o con indicazione della causale del pagamento della fede di credito sono le seguenti: a) obbligo della scrittura a mano della girata con sottoscrizione del girante; b) necessità dell’autentica del notaio per la firma di quietanza del portatore per i pagamenti fatti in dipendenza di contratti e per pagamenti accettati a saldo finale; c) necessità dell’autentica notarile della firma del girante; d) possibilità di annullamento della girata con le formule indicate nell’ari 112 l. ass. o altre equivalenti, purché dal girante scritte e firmate. La restante disciplina della girata, invece, è identica a quella dettata in tema di assegno (v. assegno bancario; assegno circolare). La legge tace sulla responsabilità, in via di regresso del girante della fede: l’analogia di funzione del titolo con l’assegno circolare fa ritenere applicabile la soluzione affermativa. Anche le regole sul pagamento della fede, sia pur con le particolarità osservate nel caso di apposizione di condizioni alle girate non differiscono da quelle dettate per gli assegni: in particolare il grado di diligenza richiesto al Banco non si caratterizza per una maggiore severità, potendo il Banco stesso essere soltanto chiamato ad accertamenti ulteriori rispetto a quelli previsti in linea generale per il pagamento di un assegno. L’apposizione della causale della girata non rende opponibile al portatore le eccezioni derivanti dal rapporto sottostante. Si applicano, per il pagamento di una fede alterata, le regole previste dagli art. 69 l. camb. e 88 l. ass (v. assegno bancario; assegno circolare; cambiale). In caso di smarrimento, sottrazione e distruzione della fede di credito può chiedersi l’ammortamento secondo una procedura prevista statutariamente e modellata, con alcune eccezioni relative alla competenza territoriale all’emissione del decreto e alla notifica (da effettuarsi al Banco e a tutti i giranti) sulla falsariga di quella prevista negli arti. 69, 70, 71, 72, e 74 l. ass.; è prevista dall’art. 113 l. ass., però, in tali casi una regolamentazione alternativa, derivante da secolari usi dei Banchi meridionali, in forza della quale il Banco può rimborsare la somma indicata sulla fede, su domanda dell’interessato e previa stipulazione di un’obbligazione garantita da fideiussore di gradimento del Banco e solidalmente responsabile con il denunciante, ovvero la costituzione di una garanzia reale. L’art. 114 l. ass., infine, prevede che le azioni derivanti dalla fede di credito si prescrivono in tre anni, salvo, in caso di girata condizionata o recante la causale del pagamento l’applicazione dei termini di prescrizione previsti dal c.c. con riferimento al negozio giuridico al quale si riferisce la girata. Ormai scomparso è il polizzino, e cioè la fede di credito rimessa per un importo inferiore a 50 lire. Si applica alla fede di credito, per quanto non espressamente menzionata, la disciplina di cui all’art. 1, commi 2 e 7, legge 5.7.1991 n. 157, sull’obbligo di apposizione della clausola di intrasferibilità e del nome del beneficiario in caso di importi superiori ai venti milioni.