FALSIFICAZIONE

Atto o serie di atti di contraffazione o alterazione o messa in circolazione di documenti, sigilli, monete, carte di pubblico credito, valori ecc. contraffatti o alterati. Trattasi di reati contro la fede pubblica, che sono penalmente puniti in quanto lesivi della fiducia dà pubblico circa la genuinità, l’autenticità e la veridicità di cose, valori, documenti. Contraffazione è l’imitazione dolosa, ossia la riproduzione della cosa per farla in tutto simile all’autentica. Alterazione è il mutamento doloso, ossia la modifica della cosa per renderla diversa dalla sua dimensione autentica e originale. Il codice penale, in relazione al particolare oggetto sul quale incide la falsità, distingue i delitti di falso in: falsità di monete, carte di pubblico credito e valori bollati (artt. 453-466); falsità in sigilli, strumenti e segni di autenticazione, certificazione o riconoscimento (artt. 467-475); falsità in atti pubblici, certificati o autorizzazioni amministrative, registri, notificazioni e scritture private (e, inoltre, la soppressione, la distribuzione o l’occultamento di atti veri e l’uso di atti falsificati) (artt. 476-493). I falsi considerati possono schematicamente classificarsi secondo la seguente quadripartizione: delitto di falso nummario; delitti di falso strumentale; delitti di falso documentale, delitti di falso personale. Una fondamentale distinzione, che riguarda in particolare la terza categoria, è quella tra falsità ideologica e falsità materiale. Si ha la forma del falso ideologico quando la falsità riguarda non la materialità, ma il contenuto ideale dell’atto; non è falso il documento nella sua essenza materiale, ma sono false le affermazioni in esso fatte come vere. Ricorre, invece, il falso materiale allorché la contraffazione o l’alterazione cadono materialmente sulla scrittura. Quanto all’elemento soggettivo del falso, in genere, va precisato che il dolo si sostanzia nella coscienza e volontà di immutare la verità.