FAIR AVERAGE QUALITY

Lett.: buona qualità media. Clausola usata per la determinazione della qualità della merce nelle negoziazioni a distanza che hanno per oggetto prodotti agricoli. Indicata più brevemente con la sigla FaQ corrisponde alla espressione italiana: “qualità buona media”. L’indicazione della sola provenienza non sarebbe sufficiente a definire con esattezza la qualità della merce che si intende acquistare soprattutto quando trattasi di prodotti non ancora disponibili. Il compratore tende a limitare il rischio che gli deriverebbe da un’incompleta descrizione della merce ponendo la condizione che la partita consegnata debba essere conforme alla qualità media buona di una data stagione o di una data zona di produzione o ancora alla “qualità media buona all’epoca e nel luogo di spedizione o di imbarco”. Per poter garantire che la qualità consegnata è conforme a quanto indicato in contratto, vengono formati, ad opera di enti pubblici (Camere di commercio, borse merci ecc.) o di grandi associazioni e consorzi commerciali, campioni standards ai quali devono essere riferite le caratteristiche qualitative delle partite di merci che i venditori devono consegnare in esecuzione dei diversi contratti. Nel mercato internazionale, dove la clausola è generalmente del tipo “qualità buona media all’epoca e nel luogo di spedizione o di imbarco”, i campioni standards sono formati riunendo campioni tratti dalle diverse partite di merci spedite dal luogo di imbarco designato e nell’epoca convenuta per l’imbarco. Le eventuali differenze riscontrate tra qualità della merce ricevuta e qualità del campione non devono, naturalmente, superare le tolleranze d’uso. La clausola è spesso usata nelle negoziazioni anteriori al raccolto quando non è possibile fare riferimento a caratteri merceologici tipici del prodotto (peso specifico per i cereali, grado di acidità per gli oli ecc.).